Tratto dal Ciclo: "ORIZZONTI"

LA LUCE


So indovinare il nome

delle cose al buio,

come se fossero

propaggine d'esso stesso;

anche quando sono

scialbe o acide

al tempo stesso,

anche quando sono

pigre e appiccicose,

come bava di lumaca

intrisa del suo riflesso.


Ma preferisco la luce,

vedere col sole

certe frequenze

chiare e illese

da selvagge turbolenze,

come il crogiolarsi del geranio

al muro muschioso,

sotto cieli tondi,

come mammelle di vita.


È un cerchio atomico

che si sconfina,

dai terrazzi fioriti,

ai bordi della fossile collina,

reliquia maculata che resiste,

fatta di pietre scarne,

dove, pur sempre,

qualcosa esiste.


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