
Tratto dal Ciclo: "ENIGMI"
APRILE
Luci d'aprile,
in un calice opaco
che trattiene gli albeggi
in fresche carezze;
e il respiro si inerpica
su una pagina astemia
di consuetudini antiche.
Si inclina il vuoto
nei risvegli del dubbio,
come ala sospesa
nel cielo, tra strati
d'indulgenti rimorsi.
In sé, un nome si nega
— sigillo —
e inaridisce la veglia
d'una lampada amorfa
— lume senza oggetto —
che inchioda Giuda
e la sua lingua forcuta.
